Riapre il centro antiviolenza sfrattato dai Grillini

 

DAL SITO:http://www.strisciarossa.it/roma-riapre-il-centrofemminile-antiviolenzasfrattato-dai-grillini/

 

 
 

Una buona notizia per le donne, in un momento in cui sembra essere tornate indietro di quarant’anni. Il Centro antiviolenza “Marie Anne Erize” continuerà a vivere, non più a Tor Bella Monaca ma alla Romanina, sempre nella periferia di Roma, rinascendo come “Casa Milagro” in un appartamento sottratto alla criminalità organizzata. Il famoso punto di rifugio e lavoro per tante donne maltrattate, nato nel 201, ha rischiato di scomparire come realtà sociale in uno dei territori più problematici della capitale, Torbella, come la chiamano i romani. Nel luglio scorso infatti il Centro è stato “sfrattato” dal VI Municipio a presidenza 5 Stelle, sempre per la volontà del Comune di Roma, pur guidato da una donna, di chiudere gli spazi autogestiti o avuti dalle varie associazioni con affidamento diretto anni fa, per poi lanciare bandi pubblici, in nome della legalità (e del valore di mercato), ignorando il valore sociale delle esperienze maturate in territori difficili. Bandi che spesso vanno deserti, come dimostra l’esperienza dei ragazzi del Cinema America a Trastevere.

Dopo mesi di lotte, petizioni e mobilitazione, una vittoria: “Il centro antiviolenza “Marie Anne Erize” è vivo, e da oggi ha ufficialmente una nuova sede – ha comunicato la presidente, Stefania Catallo – “Quando sembrava che fosse giunta la fine per l’esperienza nata a Tor Bella Monaca nel 2011, il Tribunale Civile e Penale di Roma, sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione per la sicurezza e la pubblica moralità, ci ha concesso un appartamento nella zona Romanina, che era stato sottratto alla criminalità organizzata. La concessione in comodato d’uso ai fini sociali è stata possibile grazie al curriculum del centro e al progetto di Casa Milagro (Casa del Miracolo)”.

Qui continueranno quelle attività di “ascolto e accoglienza delle donne vittime di violenza”, ma anche l’impegno per il “reinserimento socio lavorativo” con i laboratori di “sartoria solidale”, dove tante donne hanno imparato un mestiere confezionando abiti, anche da sposa, organizzato sfilate di moda e corsi all’Università di Tor Vergata. Non solo, con il Centro è cresciuta una biblioteca con oltre 10mila volumi.

“La Casa sarà quindi un luogo delle donne per le donne, indipendente, libero e protetto”, condivisa dal Centro Marie Anne Erize con l’associazione Maraa con progetti comuni. “In un momento in cui gli spazi femminili vengono chiusi, la nascita della nuova Casa rappresenta una vittoria e una speranza, per tutte coloro che si occupano di questi temi, che invitiamo a venire a trovarci per individuare sentieri comuni”, conclude Stefania Catallo.

 

Resta in bilico invece l’esistenza della Casa internazionale delle Donne al Buon Pastore, a Trastevere: il Comune ha chiuso la convenzione con le donne che l’hanno fatta vivere dal 1987 e destinato nel 1983 a finalità sociali soprattutto alla cittadinanza femminile. Il pretesto è il debito pregresso, nonostante la struttura secentesca sia stata ristrutturata dalle occupanti e la Casa si autofinanzi. La Sindaca Virginia Raggi (che pur invitata non si è presentata a un convegno dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, il 27 settembre) continua a non considerare il valore sociale di certe esperienze nate dai movimenti. La battaglia delle donne e di tante esperienze romane sotto sfratto grillino, infatti, è proprio per un superamento del valore “di mercato” di certi locali, perché ne venga considerato il vero valore, quello sociale e culturale, permettendo quindi a tante realtà di vivere a condizioni possibili.

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